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ABRAKADABRA STORIA DELL'AVVENIRE

Autore: Ghislanzoni, Antonio - Editore: A. BRIGOLA e C. EDITORI - Anno: 1884 - Categoria: letteratura

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- Convengo che il dipartimento Italia, e sopratutto la famiglia dell'Olona, han molto progredito nella civiltà in quest'ultimo decennio; ma rispetto agli altri dipartimenti di Europa, qui trovo ancora un barbarismo deplorabile. Il progresso, come tu dici, crea dei nuovi bisogni, e guai se ciò non avvenisse! l'uomo diverrebbe stazionario, ovvero camminerebbe retrogrado. Una invenzione, una scoperta qualunque, producendo nuovi bisogni, trae seco di conseguenza altre invenzioni ed altre scoperte - e così l'uomo procede gradatamente a quell'apice di perfezione, che è il fine supremo della vita. Guai allo sciagurato che si arresta a mezzo del cammino! Guai tre volte a colui, che si adagia sul presente, rifiutando i benefizi quotidiani della intelligenza! Quest'oggi parecchie migliaia di persone si trovano a Milano senza albergo e senza vitto - ciò non avverrebbe a Parigi, nè a Napoli, nè a Berlino, quand'anche, in un sol giorno, tutti gli abitatori dall'universo si adunassero in quei centri popolosi. In occasione dell'ultima esposizione, a Parigi v'era un'affluenza quotidiana di circa otto milioni di forestieri, ma in meno di due giorni sui tetti delle case vennero elevati cinque o sei piani di piccole camere in guttaperca, e gli alloggi furono quadruplicati. Quanto alla bisogna del vitto, il provvedimento è ancora più facile. Se a Milano i proprietari degli Alberghi e dei Caffè si fossero provveduti di midollo concentrato di leone tutti quei poveretti che attendono la colazione da due ore, con una sola pillola potrebbero nutrirsi per l'intera giornata. - Bella invenzione davvero, le vostre pillole di midollo concentrato! - disse Rousseau, crollando la testa. - I Milanesi non diedero mai prova di tanto buon senso, quanto nel rifiutare questo nuovo metodo di alimentazione, che debilita lo stomaco e priva l'uomo de' più squisiti piaceri. - E credi tu, che se in questo momento giungesse a Milano uno speculatore, il quale mettesse in vendita due o tre barili delle mie pillole, non sarebbe un gran benefizio per gli stomachi digiuni? ... Un sorriso di dubbio, quasi di scherno, increspò leggermente il labbro di Rousseau. E già stava per rispondere una amara parola, quando una ondata di giovincelli bizzarramente vestiti irruppe nella sala. Erano i piccoli banditori del commercio e della industria, venditori di giornali, di zigaretti e fotografie, porta voci di notizie, anticamente denominati barabini, ed ora distinti col titolo espressivo di demonietti di città Abbigliati di una semplice blouse di seta color scarlatto, la fronte protetta da un elegante berettino di velluto azzurro, i capelli lunghi e scendenti sulle spalle, la gamba ignuda fino al ginocchio, il piede serrato in uno stivaletto rosso colle calze riverse, di una candidezza incensurabile; snelli, petulanti, loquaci, attraversavano la folla senza toccarla, filtravano nei crocchi, strillavano, sparivano come esseri fantastici. Il grido di quei piccoli demoni pose fine alla quistione dei due scienziati. Un pallone da commercio giunto da Parigi in quel punto aveva recato a Milano quattromila case di guttaperca e parecchi barili di pillole Raspail preparate col midollo di leone. All'annunzio inaspettato, tutte le sale furono in moto. I forestieri, che già da parecchie ore languivano a stomaco digiuno, e che non avevano trovato alloggio nella città, assediano la sporta dei piccoli venditori, i quali strillano a tutta gola: - avanti, fratelli! - Una camera per cinque lussi! - Un pranzo in una pillola! - Midollo concentrato di leone! Un vaso di trenta pillole Raspail per sessanta lussi! - Non più fame per un mese! - Non più osti! Palazzi di guttaperca con mobili e senza mobili!!! - Che il diavolo vi porti! - brontola Rousseau, levandosi impetuosamente dal sedile. E salutando con aria dispettosa il collega scienziato: - amico - gli dice - io non posso reggere a questi orribili spettacoli della umana follia. Le tue pillole di midollo affrettano di due secoli il suicidio totale dell'umanità. - Il tempo farà ragione delle nostre differenze - rispose l'altro scienziato, il quale era appunto l'illustre Raspail III, inventore dell'alimento omeopatico. - Ma i tuoi sofismi non possono distruggere nel mio cuore la compiacenza che io provo in questo momento! In meno di un quarto d'ora, i ragazzi aveano infatti esaurita la loro provvisione di pillole; e buona parte dei forestieri, confortato lo stomaco dai sughi efficaci, erano usciti dal Caffè, ciascuno col suo rotolo di guttaperca sotto braccio, che doveva trasformarsi in camera o in palazzo ammobigliato.

CAPITOLO VII - L'uomo alato di Fourrier.

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