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Clelia: il governo dei preti: romanzo storico politico

Autore: Garibaldi, Giuseppe - Editore: Fratelli Rechiedei - Anno: 1870 - Categoria: letteratura

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L’architettura del castello era superba e superbamente conservata. Le facciate esterne dell’edificio erano ricoperte d’edera ingigantita dai secoli, ma, l’interno ripulito accuratamente dai moderni abitatori, se non presentava tutti gli agi che si possono aspettare in una casa moderna, offriva buon numero di sale e stanze ben conservate e spaziosissime. Privo d’abitatori per molto tempo, oltre all’edera che lo tappezzava, il castello era pure nascosto dalle piante gigantesche che lo circondavano, e questa circostanza lo rendeva acconcio ai bisogni d’Orazio e dei suoi compagni di proscrizione. Di più, come tutte le abitazioni edificate in quei tempi di sospetto, il castello aveva i suoi sotterranei in cui non solo era agevole il nascondersi, ma a traverso i quali si poteva percorrere immenso tratto di paese nel seno della terra. Chi avesse chiesto qualche cosa ai pochi pastori il cui gregge pascolava nei dintorni della foresta avrebbe udito rispondersi, che nel centro di quella v’era un castello abitato dagli spiriti cui nessuno aveva mai potuto avvicinarsi perché de’ più coraggiosi che lo tentarono non se n’ebbe mai più notizia. Raccontavano ancora, che una figlia del ricco principe I..., che con la famiglia s’era trovata ai bagni marini di Porto d’Anzo, essendosi avvicinata colle sue damigelle all’orlo del bosco, era stata, a’ loro occhi veggenti, portata per aria dagli spiriti e più nulla se ne era saputo ad onta delle minute indagini fatte praticare dal padre in tutti gli angoli della foresta. Ecco, in quel paese di meraviglie capitò la comitiva condotta da Orazio.

CAPITOLO XXXI - LA BELLA IRENE

PREFAZIONE DELL’EDITORE Il titolo del presente lavoro, secondo le prime idee del Generale Garibaldi, doveva essere CLELIA OVVERO IL GOVERNO DEI PRETI, ma sul manoscritto non ve n'era tracciato alcuno L'originale italiano passò in Inghilterra, dove noi lo abbiamo acquistato; e colà il titolo principale sotto cui si stava pubblicando la traduzione, era IL GOVERNO DEL MONACO ( The rule of the Monck ) e noi l'abbiamo seguito. Quando non eravamo più in tempo per rimediare, ci accorgemmo che IL GOVERNO DEI PRETI era titolo più acconcio e meglio in armonia colle idee del Generale. Ne scrivemmo a lui stesso ed egli si contentò di risponderci: «A Londra qualche prete senza dubbio ha creduto meglio intitolarlo IL GOVERNO DEL MONACO» e siccome comprendeva che non c'era più riparo essendo il libro in corso di stampa, non aggiunse altro. Noi, per riparare quant'è possibile all'equivoco, abbiamo premesso il primo dei due titoli originari CLELIA al titolo della traduzione inglese; e di più facciamo ammenda dell'errore come fosse nostro, confessandolo.