Clelia: il governo dei preti: romanzo storico politico
Autore: Garibaldi, Giuseppe - Editore: Fratelli Rechiedei - Anno: 1870 - Categoria: letteratura
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. Il capitano finalmente potè ottenere dalla sua signora che scendesse in camera, il che fece, piuttosto per aver contezza de’ suoi amici che per riguardo al proprio pericolo. A Giulia, entrando nella camera, si presentò uno spettacolo, dinanzi al quale non potè a meno di scoppiare in uno scroscio di risa. Aurelia, che forse lo stesso colpo di mare il quale aveva portato via il povero John slanciava come un sacco sulla parete di sottovento, ove già trovavasi Manlio spintovi da analogo impulso, si teneva disperatamente a lui avviticchiata. La povera donna che per la prima volta si trovava vittima d’una tempesta di mare credette venuto il finimondo, e trovandosi al contatto di un corpo umano vivente, vi si era abbarbicata con quella forza che dà la disperazione. Invano Manlio gridava non lo strangolasse, invano, che anzi quando conobbe la voce amica dell’artista per impulso di simpatia gli si strinse intorno ancor più fortemente. Lo scultore assuefatto a muovere dei massi in marmo sarebbe pervenuto a svincolarsi da quegli abbrancamenti ma uomo buono e primitivo com’era, e un po’ fiaccato da quelle maledette nausee altro non faceva che sforzarsi col miglior modo possibile a respingerla tanto da evitare la soffocazione. In questa posizione tragicomica trovò Giulia i suoi compagni di viaggio. Dopo essersi abbandonata all’irrefrenabile ilarità ella chiamò un domestico e col suo aiuto pervenne a collocare gli amici in situazione più conveniente. La Clelia lottò ancora tutta la notte colla tempesta e ben le valsero le superiori sue qualità marine per non essere soperchiata e non le valse meno l’intrepidezza del suo coraggioso equipaggio. All’alba il temporale rallentò alquanto del suo furore ed avendo il vento girato all’ostrolibeccio si pensò di far correre
per Porto Ferraio o Longone onde riparare le sofferte avarie che non erano poche. I due palischermi erano stati strappati e portati via dal mare; delle murate, da poppa a prora, non esisteva più un sol pezzo e di quanti oggetti si trovavano sulla coperta, nulla vi era rimasto. Poco prima di giorno un maroso gigantesco come una montagna s’infranse sul trinchetto, lo sfondò e dié così agio alla bufera di continuare la sua opera di distruzione. Quando il capitano Thompson era d’avviso di cercare un porto per ripararsi voleva dire che la necessità era estrema non essendo lui, come la maggior parte de’ suoi connazionali, propenso a cedere alle prepotenti velleità dell’Oceano.
PREFAZIONE DELL’EDITORE Il titolo del presente lavoro, secondo le prime idee del Generale Garibaldi, doveva essere CLELIA OVVERO IL GOVERNO DEI PRETI, ma sul manoscritto non ve n'era tracciato alcuno L'originale italiano passò in Inghilterra, dove noi lo abbiamo acquistato; e colà il titolo principale sotto cui si stava pubblicando la traduzione, era IL GOVERNO DEL MONACO ( The rule of the Monck ) e noi l'abbiamo seguito. Quando non eravamo più in tempo per rimediare, ci accorgemmo che IL GOVERNO DEI PRETI era titolo più acconcio e meglio in armonia colle idee del Generale. Ne scrivemmo a lui stesso ed egli si contentò di risponderci: «A Londra qualche prete senza dubbio ha creduto meglio intitolarlo IL GOVERNO DEL MONACO» e siccome comprendeva che non c'era più riparo essendo il libro in corso di stampa, non aggiunse altro. Noi, per riparare quant'è possibile all'equivoco, abbiamo premesso il primo dei due titoli originari CLELIA al titolo della traduzione inglese; e di più facciamo ammenda dell'errore come fosse nostro, confessandolo.
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