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La Colonia felice: utopia lirica (terza edizione)

Autore: Dossi, Carlo - Editore: Luigi Perelli Editore - Anno: 1879 - Categoria: letteratura

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Quando, l'alba seguente, il Beccajo affacciossi alla porta della sua casa, a sgombrarsi la mente, come il ciel si sgombrava, dalla pàvida notte, trovò Mario il Nebbioso che lo attendeva a pie' fermo, tinto del color di quell'ora. E Mario piantàvagli in faccia due occhi di brama, e l'inchiesta: - Mi odii tu? - Gualdo, stupito, il fisò, mentre gli si componèa nel capo il senso della domanda; poi: - Odiarti ... io? epperchè? ... Io non odio nessuno. - Mi ami dunque? - ridomandò Mario. Ambo le palme gli stese con amico trasporto il Beccajo, e disse: - Non c'è ragione perchè non ti debba ... - Mi ami ... come? - interruppe il Nebbioso nel pigliargli le mani e ansioso gliele stringendo. - Ti basta un amico? - Solo un amico? ... non più di un amico! - Che vorresti di più? - Mario taque un istante. Nùvole di pensieri in battaglia fra loro, gli ottenebràvano il volto. - E come un padre? - proruppe. E spessamente serrava a Gualdo le mani, e aspettava ch'ei rispondesse ad una dimanda ancor non osata; ma, veduto, che quello, nonchè non venirgli all'incontro, non lo intendeva neppure, gli si gettò, di colpo, ai ginocchi, piangendo: Gualdo! dammi in isposa tua figlia. Disperatamente ardo. - Il Beccajo arretrò spaventato. - A tè! - fece (e lo appuntava col dito) - A tè? - ripetè, con un guardo che era tutta una storia. Ma, fra i singulti, il Nebbioso levò a lui una faccia sì traboccante d'innamorato dolore che il ribrezzo di Gualdo dovette cèdere tosto ad un senso di compassione, di simpatìa, perfino di assentimento. E Gualdo avrebbe anche assentito, se non avesse potuto ancor dire: - È tardi, o Nebbioso. Mia figlia è già ad altri promessa … Il Nebbioso si alzò, improvvisamente torvo: - Me la dai? - chiese in un tono, che minacciava pregando. - No - disse netto il Beccajo. - Me la dai? - tornò a chièdere Mario; e dal velluto della sua voce già lampeggiava l'acciajo. - No! - ripicchiò Gualdo risolutìssimo. Il Nebbioso lanciògli un insulto, e gli si tolse dagli occhi. Per qualche tempo, nessuna nuova di lui. Ma una notte, in cui Forestina avventuràvasi sola per la campagna deserta, pascolando col canto la sua amorosa mestizia, fu, a un tratto, da nerborute braccia afferrata, imbavagliata la bocca, rapita.

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