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Milano in ombra - Abissi Plebi

Autore: Corio, Ludovico - Editore: - Anno: 1885 - Categoria: letteratura

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Le locande di Parigi, che accolgono durante la notte il fango della società, erano nel 1840 a quanto ne scriveva il Frégier, delle vere fogne. Quelle stesse, osservava il diligente statista, che non vengono frequentate dai cenciaiuoli, sono per l'agglomerazione degli alloggiati e per le sudicie abitudini di questi, dei focolari pericolosi d'infezione. Vi sono camere, in cui stanno fino a nove letti separati da piccole corsie a stento bastevoli al passaggio di una persona, e questi letti sono bene spesso occupati da due individui, che non si conoscono nè si sono giammai visti. La differenza di sesso non è un ostacolo a queste coabitazioni notturne e accidentali, sebbene gli agenti della polizia nulla trascurino per impedire che ne seguano disordini. Tra le camerate destinate solamente alle donne ve ne è una nel quartiere della Cité, che è rinomata per l'aspetto rovinoso e squallido che essa presenta. Le donne che la occupano sono vecchie ubbriacone, molte delle quali sospettasi vivano di ladroneccio. La polizia ha l'occhio aperto sopra queste donne, come sopra tutti gli abitanti di queste tristissime case. Accade qualche volta agli agenti di dover discendere in questi bassi fondi allo spuntar dei giorno. Non appena siano essi entrati nella casa dove si trova la camerata, della quale abbiamo testè parlato, che tutte le donne che la occupano si mettono a sedere sul loro canile per facilitare le ricerche di prammatica. Lo spettacolo di siffatte mummie animate ha qualche cosa del sepolcrale, e si direbbe che il celebre autore di Gil-Blas se n'è servito per abbozzare il ritratto del Leonardo. Bisogna essersi occupato alcun poco d'anatomia sociale con uno spirito serio d'investigazione per farsi una giusta idea della popolazione che vive nelle pieghe le più nascoste della società. L'immaginazione, malgrado la sua fecondità e il suo ardire, non saprebbe mai raggiungere in questa materia l'altezza della realtà. Questa ha un carattere, una fisonomia, una stranezza che bisogna aver osservato se non da presso, il che è dato soltanto ai funzionari della polizia, almeno sotto un certo punto di vista prospettico, per poter assumersi la responsabilità di storico esatto. Nè si accusino di imaginarii e fantastici i tratti di costumi ed i particolari intimi che, dice il Frégier, io sono venuto fin qui additando. Sebbene temperati dalla riserva, che ho dovuto, imporre alla mia penna, questi non sono in sostanza meno veri. Io ho sacrificato la crudezza del tratto e del colore al rispetto verso la decenza. Ecco la sola infedeltà, di cui io mi accuso. Dopo aver segnalate le cagioni d'insalubrità esistenti nelle locande abitate dalla porzione la più corrotta e la più miserabile della classe viziosa, è impossibile non riflettere sulla necessità di portare un rimedio efficace a uno stato di cose tanto contrario ai diritti dell'umanità e della civiltà. L'amministrazione deve tollerare ciò che essa non può impedire; ecco perchè essa tollera, pur sempre vigilandole, queste sentine nelle grandi città; ma una simile tolleranza esclude forse la facoltà di far costrurre delle case destinate specialmente ad alloggiare sia i cenciaiuoli, sia quelle altre parti della popolazione che vegetano negli ultimi gradi della società? Io non sono di questo avviso. Le locande di quarta classe contano molti covili e molte fogne. Se l'amministrazione per viste d'interesse generale si crede obbligata a preparare un deflusso alle acque limacciose d'una città come Parigi per mezzo di opere costrutte con ingente spesa, con quanta maggior ragione non deve essa padroneggiare e regolare quest'altro pantano formato dalla classe miserabile e viziosa, che formicola in questa vasta capitale? A non considerare che l'igiene pubblica, egli è certo che la città guadagnerebbe sensibilmente a scavare un letto a questo pantano di nuova specie ed altrettanto più pericoloso, perchè non influisce meno sul morale che sul fisico delle popolazioni. L'esecuzione di questo progetto non sarebbe un carico affatto gratuito per l'amministrazione. Certo non ritrarrebbe l'equivalente del capitale impiegatovi, ma potrebbe rappresentare una parte assai considerevole di questo interesse, e gli oneri che s'avrebbero a sopportare troverebbero il loro compenso nell'assicurato aumento di garanzia alla sanità pubblica.

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