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Milano in ombra - Abissi Plebi

Autore: Corio, Ludovico - Editore: - Anno: 1885 - Categoria: letteratura

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Ecco i pensieri che ci frullavano nella mente nel 1874 studiando quella parte della popolazione di Milano negletta e pericolosa che con vocabolo gergale viene chiamata dei lôcch. Son pochi i caffè, le osterie e le bettole, tra i 2000 esercizii pubblici di cui è disseminata Milano, in cui il plebeo non si periti di presentarsi, anzi quand'egli entra in un caffè di lusso in compagnia di qualche femmina da trivio, incede risoluto e con aria di sfida, e tutto si ringalluzzisce se giunge ad attrarre dai frequentatori gli sguardi, benevoli o malevoli, a lui poco importa. Ma la bettola è il regno, del lôcch; quivi ascolta i poco melodiosi, ma svariatissimi concerti dei 200 suonatori d'organetto, di chitarra, di mandolino e perfino del santo strumento dei profeti per dirla coll'Aleardi; quivi egli mangia, beve, giuoca, predica, grida, schiamazza, quivi ritrova la sua famiglia la sua società, la sua patria. Egli frequenta pure due caffè-danzanti (1), posti uno, in ciascuno dei due quartieri dove la marmaglia s'annida, a questi pseudo caffè si può ben applicare il nome di anticamera del carcere, e guardinna come dai lôcch istessi vengono chiamati, perchè ivi i formigh de la giusta o guardie di questura, attendono tranquillamente che vengano a far di sè spontanea dedizione i colpiti di cattura, aspettazione che di rado rimane delusa per le ragioni che diremo in appresso. (1) Uno di essi venne chiuso per ordine dell'autorità politica. Il proprietario s'era preso un giorno la licenza di tirare a bersaglio sul petto d'uno dei suoi avventori. L'altro caffè-danzante, fu chiuso per disordini gravissimi in esso accaduti. Ma dall'allegra danza della bettola, o dalle conversazioni chiassose del postribolo si rifugia il miserabile in qualcuna delle locande le più meschine, ove trova un pagliariccio per passare il resto della notte. Anche qui la questura si reca a far visita, e con lodevolissima sollecitudine nota i nomi di quanti ricevono alloggio ogni sera dai 96 locandieri muniti di regolare licenza. Un alleato potente del lôcch è il pignoratario. Contansi in Milano 47 pignoratarii (non dimentichi il lettore che ci riferiamo al 1874) e prestano denaro contro un pegno superiore di due terzi alla somma richiesta, e l'interesse che si paga pel danaro, così preso a prestito, ha un limite minimo del trenta per cento. Tra i pignoritarii son parecchi cocch o manutengoli che comperano la roba rubata per un tenuissimo e quasi vorremmo dire ridicolo prezzo. Daremo più tardi qualche tratto caratteristico di siffatta genia. Malgrado che i lôcch campino la vita con mezzi illeciti, tuttavia non ve n'è uno che non sappia all'uopo provare di avere un'occupazione che gli provvegga la sussistenza. Dopochè improvvidamente la legge di pubblica sicurezza riconobbe la libertà di commercio o per parlare seriamente, concesse a chicchessia di fare il merciaiuolo girovago (diritto che prima era consentito solo ai vecchi ed agli impotenti al lavoro) le vie sono ingombre di venditori di fiammiferi, di minuterie, di fotografie di opuscoli, di bosinate, e tutti costoro pretendono di far credere che essi ritraggano i mezzi dì sussistenza dal loro microscopico commercio. Ma questi mestieri facili ad apprendersi e ad esercitarsi hanno scossi ancor più i vincoli troppo già allentati della famiglia plebea. Questa non ha più alcun vigore morale; e ad ogni piè sospinto i figli disertano la casa per discendere nella piazza che s'eleggono ad albergo, a scuola, a bottega. Nel solo anno 1869 (oltre il quale termine non giungono le statistiche private del signor Candiani) vennero denunciati dai parenti 203 figliuoli fuggiti dalle rispettive case, e tra essi s'annoverano 172 maschi e 31 femmine, ma ciò che è ancor più doloroso a notarsi è che nello stesso anno vennero dall'autorità di pubblica sicurezza arrestati come fuggitivi dal tetto paterno 878 figliuoli, dei quali 684 maschi e 184 femmine. Questi tutti furono ammoniti per oziosità e vagabondaggio, vennero per qualche tempo sostenuti in arresto e nondimeno nè i loro genitori, nè alcun'altra persona si presentò a fare di essi ricerca. Eppure se 416 tra quelli erano in età dai 12 ai 16 anni, ve n'erano pure 463, l'età dei quali stava ancora fra gli 8 ed i 12 anni. Non dimentichiamo poi che Milano ha una popolazione fluttuante di circa 28,000 individui non pochi dei quali concorrono ad aumentare la folla della plebe, o per parlare più correttamente dei lôcch. Insomma crediamo di non esser molto lontani dal vero, affermando che questa turba si compone di più che diecimila persone. E accanto a questa cifra, altre non meno dolorose e vergognose dobbiamo segnare, cioè 590 prostitute (sempre secondo la statistica del 1871), raccolte in ben 30 case di tolleranze, e forse altre 1500 femmine che esercitano clandestinamente il loro turpe commercio. Il numero delle prostitute non è registrato negli atti del censimento del 1871 e non sappiamo, per qual ragione il Comitato ha creduto opportuno di ommetterlo.

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