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Poesie - La morte di Tantalo

Autore: Corazzini, Sergio - Editore: - Anno: 1907 - Categoria: letteratura

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Non rammento. Io la vidi aperta sul mare, come un occhio a guardare, coronata di nidi. Ma non so né dove, né quando, mi apparve; tenebrosa come il cuore di un usuraio, canora come l'anima di un fanciullo. Era la finestra di una torre in mezzo al mare, desolata terribile nel crepuscolo, spaventosa nella notte, triste cancellatura nella chiarità dell'alba. Le antichissime sale morivano di noia: solamente l'eco delle gavotte, ballate in tempi lontani da piccole folli signore incipriate, le confortava un poco. Qualche gufo co' i tristi occhi, dall'alto nido scricchiolante incantava l'ombra vergine di stelle. E non c'era più nessuno da tanti anni, nella torre, come nel mio cuore. Sotto la polvere ancora, un odore appassito, indefinito, esalavano le cose, come se le ultime rose dell'ultima lontana primavera fossero tutte morte in quella torre triste, in una sera triste. E lacrimava per i soffitti pallidi, il cielo, talvolta sopra lo sfacelo delle cose. Lacrimava dolcemente quietamente per ore e ore, come un piccolo fanciullo malato. Dopo, per la finestra veniva il sole, e il mare, sotto, cantava. Cantava l'azzurro amante, cingendo la torre tristissima di tenerezze improvvise, e il canto del titano aveva dolcezze, sconforti, malinconie, tristezze profonde, nostalgie terribili... Ed egli le offriva i suoi morti, tutte le navi infrante, naufragate lontano. Una sera per la malinconia di un cielo che invano chiamava da ore e ore le stelle, volarono via con il cuore pieno di tremore le ultime rondini e a poco a poco nel mare caddero i nidi: un giorno non vi fu più nulla intorno alla finestra. Allora qualche cosa tremò si spezzò nella torre e, quasi in un inginocchiarsi lento di rassegnazione davanti al grigio altare dell'aurora, la torre si donò al mare.

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