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Vietato ai minori

Autore: Bonanni, Laudomia - Editore: - Anno: 1974 - Categoria: letteratura

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A presentarsi è un uomo: irsuto, faccia gonfia abborsata, fronte rugosa, occhio torvo. Diciassette anni. Vive con la madre, risulta che sia spesso ubriaca. Senza mezzi di sussistenza. L'accusa è di aver. sottratto rilevante somma in abitazione penetrando attraverso un terrazzo e una botola: furto aggravato. La giovane testimone lo chiama per nome dalla transenna _ Peppì _ e lui girandosi fa uno sguardo addolcito. Dinanzi ai giudici questa ragazza ritira la deposizione di averlo visto il tale giorno, modifica: forse qualcuno che somigliava. Non viene minacciata di arresto per falsa testimonianza ne ammonita per reticenza. Passando gli ha dato da reggere il suo golfino rosso e mentre la interrogano lui se lo tiene in mano delicatamente come una cosa fragile. Piange. Sua madre gli ha scritto farabutto. Sensibile, insicuro, spaventato. Nega convulsamente il furto (paste in un bar). Genitori emigrati, li hanno lasciati soli. La sorella, tutta riccioli testa d'angelo, incisivo superiore mancante, sospetta di prostituzione clandestina ma non imputata. Presente il marito, giovane piacevole e dignitosissimo. Si riprendono il ragazzo che recalcitra, non vuole seguirli, vuole andare dentro, rifiuta di raggiungere i genitori. È pronto per lui il passaporto. Reati 21, per ogni reato un fascicolo, un processo istruito. E una o più parti lese. Testimoni 39. Aula affollatissima. Due contadinelli dal passato burrascoso. Sempre gli stessi reati, definiti per non punibilità, perdono, condizionale, estinti per amnistia. È evidente che considerano il pascolo libero una sorta di diritto naturale. Terreni del comune terreni di tutti. Pascolavano 120 pecore nonché qualche "crapa pazza". Una grossa impresa. E i ragazzi giocano. Monotona la contestazione dei reati, non fossero le pittoresche reazioni dei pastorelli a duetto. Danneggiamento argini strada nazionale, terreni del comune, di proprietà privata, di comuni limitrofi, mai rispettando gl'itinerari fissati con ordinanze dei sindaci. Realistici e scaltri, giudiziosi e pervicaci, convinti del loro buon diritto, senz'ombra di timidezza, respingono le imputazioni: terre non coltivate (i proprietari: barbabietole, veccia, erba medica, lupinella, grano in erba), quella volta ricercavano una pecora smarrita, quell'altra stavano figliando e dovettero aspettare o aiutarle che non ce la spuntavano da sé. Sorpresi di aver fatto ridere. A domanda se avessero letto le ordinanze, sorpresi si pretenda che sappiano anche leggere. Sassate a guardie campestri, sassate a carabinieri, roteata la mazza contro un cantoniere. Ancora lancio di sassi per farsi restituire il "branco" sequestrato, rifiuto di recarsi in caserma... Una guerra a guardie e ladri con sapore di gioco. Guerra all'autorità. I sassi e la mazza erano per radunare le pecore; dovevano andare in montagna e volevano mandarli in pianura; attraversavano soltanto per portarsi sulle proprie terre. Offesi: lavoratori ostacolati. "Madonna, quante bugie stanno scritte là." Obbligati, confermano. Però li picchiarono a pugni sul petto, ammanettati a sangue col filo di ferro, li fecero fuggire abbandonando il gregge, da dietro la siepe _ tiravano sassi per paura sotto una pistola puntata. Difesa: La banda Giuliano. Parte civile: Gli Attila dei proprietari, i Vandali del territorio. Il presidente rimprovera per la pistola, il carabiniere dice che sono molto strafottenti. Sempre vispi, pure così slavati sciupati da tré mesi di detenzione e di ozio, tengono testa a ogni accusa. Li indigna quella di furto. Filo di rame telegrafico: stava rotto in terra e lo toccavano con la mazza per vedere se ci passava la corrente. Dopo si fanno il conto sulle dita: ancora nove mesi dentro. S'afflosciano. Pascolo abusivo e rifiuto delle generalità alla guardia campestre, beffe e sberleffi. Scapigliata rustica selvatica: no no no. Inarticolata. Non punibile per incapacità d'intendere e di volere. Sembra ancora in difetto mentale. Si fa passare dalla madre un tozzo di pane. Sta per addentarlo quando l'arresta lo strillo del PM, e glielo lancia contro con rabbia. Porge al presidente la carta che stringe arrotolata in mano. Vuole assolutamente dargliela. Il presidente seccamente rifiuta. " Sono nocente ", vi si leggerà. Scritto da un compagno di "galera", lui è analfabeta. Molti ragazzini, l'imputato vi si confonde per la sua piccola taglia. Nessuno è stato e sono stati tutti. Che ti fecero? Il bimbo: È 'na mala parola, non se po' dice. Ma la trova pulita per i signori: Le sporcarle. Dopo lo denudarono e lo misero nel "vaschione" per lavarlo. Due, uno ce l'aveva più grosso fece male. Congiunzione carnale non capisce che significa. Nel portone, dietro il muro, "cossù" c'era. Non si ricorda se guardava o faceva, ma c'era. Alza il dito per chiedere permesso di parlare. Gli dicevano: Dammi un po' di culo. È figlio di vecchi. E hanno l'aria di pazzarelli. La madre porta scarponi da uomo con calzini corti, il soprabito ricavato da una coperta grigia militare su un vestito "americano" di seta cincischiata cosparso di aeree ballerine. Dementi, li chiama il padre dell'imputato. Questo figlio unico che ho, dice, me lo vogliono rovinare. Lui guardava solamente.

18 Un chicco di malvasia

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