Vietato ai minori
Autore: Bonanni, Laudomia - Editore: - Anno: 1974 - Categoria: letteratura
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Plagio. Estorsione circonvenzione: plagio. Reato inedito. Avrebbe indotto l'amico a cercare prestiti a nome della madre. Se non mi dai i soldi ti strozzo _ tenendolo stretto al collo con la cinghia. Si tocca continuamente l'inguine, vi sovrappone i lembi della giacca, mastica il labbro inferiore, sembra sul punto d'una crisi convulsiva. Nega con la testa, non riuscendo a parlare. Il plagiato _ bocca aperta, aria sorniona _ pagava le consumazioni ai compagni. Pagava dunque lui? Ha il padre emigrato, la madre dichiara che rientrava a farsi dare mille lire per sera, poi diecimila (?). Risulta che abbia cercato prestiti per una sigaretta. L'imputato teneva lui il portafogli. Non è vero, glielo consegnò per strada perché aveva visto uno zio. Faceva da sé il presunto plagiato? Maneggiava danaro: compra offre regala. Era sempre circondato. Nega anche lui con la testa. Negano tutto. Storia inestricabile. Dopo la sentenza, di assoluzione, si danno la mano, anche con gli altri del centro il giudicato scambia strette di mano ricevendo congratulazioni. Si è difeso accusando la madre del bambino di portargli rancore per una lite. Indignazione della donna. Il bambino tornò col sangue giù per le gambe, prima disse che era caduto. (Lesioni sfintere anale.) Piange, non vuole andare davanti al giudice, la madre gli ha portato la palla. Anche l'imputato sembra piangere per un'otturazione del lacrimale. "Impossibilità di sfogo naturale, manifestazioni sessuali in forme esasperate." Non capisce quello che si dice di lui, lacrima da un occhio e nega ostinatamente, ciecamente. Il bambino rifiuta di guardarlo, no no no, butta la palla in mezzo all'aula. La madre contrae il viso _stupore disprezzo _mentre l'avvocato sostiene l'innocenza del suo cliente. In casa dello zio medico, ospite per l'estate. Ginnasiale (adesso I liceo), solitario, sempre coi libri. Il padre della bimba lavorava per il medico, volle andarsene. Lui l'hanno mandato in collegio a Napoli. È un carota lentigginoso, arrossisce a chiazze accese come spellature, le orecchie gli vanno in fiamme. La bimba, ancora minuscola _ aveva tré anni _ gentilmente ma insistentemente interrogata, dice bua. Aveva fatto capire che si mise in ginocchio per terra, le mani al culetto e il pipì. Secondo le due prime perizie defiorata, a una terza no. Restitutio in integrim. Cicatrizzazione. Si parlò di dote alla bambina fra gli avvocati. Battagliano in aula rilanciandosi scientificamente dottamente i più minuziosi particolari. Il padre, giovane, pallidissimo, preme le mani sulle orecchie quasi rifiutandosi di ascoltare. Alle guance del ragazzo immobile, fissi gli occhi vetrini, il colore s'intensifica via via come se lo schiaffeggiassero ripetutamente, gl'invade la testa rossa, sembra lì lì per scoppiare. "Criminale abuso di ospitalità, sfregio all'innocenza, delitto infame..." Soffre tutta la vergogna della vergognosa natura. Ha sempre sostenuto che voleva accertarsi se era fatta come la neonata di sua sorella, assisteva al bagnetto. Mentre il suo patrono ridimensiona minimizza giustifica, il rossore si ritira, resta a chiazze sotto le mandibole. Sciogliendosi dall'immobilità in cui era paralizzato, stacca le braccia, appoggia le mani sulla panca, muove gli occhi. La bambina dorme profondamente in braccio alla madre. Restituita all'innocenza. Al bambino violentato, gli diceva: Vedi, questo fa il ragazzo. Come un ammaestramento. Con naturalezza e semplicità, con orgoglio. Fa quel liquido biancastro spumoso, come la donna fa il latte. Coppia di quindicenni: associazione per delinquere. Una serie di furti e furterelli in natura, fino al, pantagruelico banchetto a base di salsicce rubate. Grandi robusti coloriti, capigliature folte in disordine, capelloni li chiama il PM. Si portano le mani ai capelli cercando di reprimerli, come se scherzassero. Assicurano di aver fatto uno scherzo con le salsicce, negano il resto. Allegri, per nulla intimiditi. L'avvocato, d'ufficio, tenta inutilmente di ammonirli. Poca voglia di lavorare? Questo non lo negano. Uno sentenzia, con leggera modifica: " Tré sono i potenti, il Papa, il Re e chi non fa gnenti." Il Re non c'è più, rimane il Papa?, ma non sembrano considerare potenti nemmeno i giudici. Ripresi, tornano seri con buffa compunzione. Grande muscoloso, fisico un po' brutale, faccia negroide. La donna ha ventisette anni, ne dimostra assai più ma conserva qualche attrattiva, occhi di un nero brillante: siciliana. Fama in paese di abbordabilità. Gettata a terra, strappate mutande e pannolino, accorse alle grida un uomo, sangue anche sulla faccia dell'aggressore. L'avrebbe provocato dicendo: Non sei buono a fare. Malgrado l'aspetto si esprime bene, sicuro e risentito. Lavora a Roma. Ma perché con gli organi più sporchi, la natura sembra aver relegato l'amore tra le basse funzioni. Accusa di un difensore alla natura.
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