;

Vietato ai minori

Autore: Bonanni, Laudomia - Editore: - Anno: 1974 - Categoria: letteratura

Scarica XML completo Vedi l'intero documento Cerca nel documento Struttura del documento


Giocavano a pallone, il bambino si mette in mezzo, ruba i tiri, rincorso fugge col pallone. All'imputato gli "scappa un sasso". Bozza frontale rovinata. (Già da sassaiole precedenti?) Batte di nuovo a scuola. Cure trascurate, ferita scoperta: malattia giorni 124. Rossigno, bocca stretta puntigliosa: il prepotente è lui. Citata la frase di Einstein sul ritorno dell'uomo all'arma primordiale dopo l'atomica. Coi sassi sono capaci di ammazzarsi. Non vuole più fare il fornaio perché non può dormire la notte. Basso, cosce corte, gl'incisivi superiori spezzati (sassata) fossetta al mento come una ditata nella pasta del pane. Imbeccato dai compagni di riformatorio: Avevo bisogno di soldi per le sigarette e il cinema, i vizi che abbiamo imparato durante la guerra. Ma era troppo piccolo per imparare vizi. Altro discorsetto preparato: i compagni avevano danaro lui no. Alternativa di tentazione davanti al cassetto: la coscienza mi diceva non lo fare, il diavolo mi tentava. Sordità totale. Quattro operazioni di adenoidi. Appena operato ci risente un poco, poi si stranisce. Il padre (vecchio e alcolizzato): impazzisce. Però non se la fa coi maschi. Recidivo stesso reato. Funge da interprete un compagno di carcere, gli guarda le labbra con l'espressione tesa e smarrita dei sordi. Fisico meschino, aria miserabile malata infelice. PM: Che ha detto? I: Dice che gliel'ha posato in mezzo alle gambe. PM: Un po' più su. Strappate le mutandine? I: No, se le levò essa. La bambina rifiuta di riconoscerlo e di parlare, no no no con la testa. All'ispezione vaginale integra l'imene, ma non occorre rottura per la definizione di violenza. Una testimone: credeva che stesse a fare i comodi suoi, cioè _ esitazione _ cacava, quando la vide si rialzò. L'interprete: stava orinando, passa la bambina che si faceva baciare per dieci lire. Altra testimone: gettata a terra e sanguinava dal naso, lui sopra, lei gridava lui non sentiva però le teneva la mano sulla bocca. Mentre tutti parlano resta isolato senza poter capire che stiano decidendo. "Sei tu la madre di Antonio?" "Sì." Invece è la madre della ragazza. Dice che colui là (il PM) l'ha fatta imbrogliare e non raccapezza più niente. Linguaggio burocratico e ignoranza concorrono alle confusioni. "Quando ti sei portato a casa del derubato?" Teste, indignatissimo: "Io non me so' portato gnente." Quello che si è offeso alla parola castroneria equivocando con castrazione. "Castrato a me!" Un vecchio pastore chiama scudi i dollari. Si ostina con Procuratore del Re, ignorando la repubblica. Maggiorenne. Vecchi fascicoli riesumati da sotto il mucchio delle pendenze. Furto oggetti domestici, casseruole soprammobili indumenti e una maschera carnevalesca. Dopo un'incursione aerea. C'erano i tedeschi, vendettero in un vicolo lenzuola ricamate di corredi da sposa. Il padre provvide subito alla completa restituzione, maschera compresa. Stava giocando con quella. Violenza particolarmente brutale a una bambina di cinque anni. Devastazione degli organi genitali, emorragia, stato anemico in conseguenza. Escoriazioni dappertutto, ricevuta in ospedale coperta di sangue. Bua terra Luciano, non sa dire altro. Bruttina, piena di sfoghi e croste, festosa ballonzolante. Luciano o la macchina?, tenta di farle domandare l'avvocato. La trovarono i ragazzi buttata in terra da una macchina in mezzo alla strada e la consegnarono a Luciano. La consolò, la ripulì, l'accompagnava a casa. Passando la fece entrare nella propria a bere un po' d'acqua. Poi... "l'ondata fangosa... laidezza nefandezza efferatezza... bruto mostro..." L'aveva portata nel gabinetto, la lasciò seduta sul cesso con un'emorragia. Il mostro (non ancora quindicenne, detenuto da sei mesi) scarno infantile, tratti puerilmente rotondi, la bocca minuscola torta da un convulso, appare terrorizzato. Come se ignorasse lui stesso di possedere quell'arma micidiale, "da taglio", come uno che ha il pugno proibito e se ne rende conto per la prima volta uccidendo. Rinunzia a giustificarsi. Ogni intervento del suo patrono viene duramente rimbeccato. Lo zio prete voleva farlo negare: un giovane calvo, gli occhi celati dalle lenti, labbra strette. Il padre si torce le dita. Alla sentenza fa l'atto di strapparsi i capelli. Spese eccezionalmente rilevanti: L. 725.675 e anni 1 mesi 5 giorni 25 di carcere. Quindicenne. Trovatella. Si usa reiteratamente la parola. Avrebbe sottratto danaro nella casa in cui era a servizio. Nega piangendo. A sua volta ha denunziato il padrone per atti di libidine: presentate le denunce nello stesso giorno. Assente il rispettabile denunziante. Un anziano merciaio che striscia con mani umide le mani della clientela femminile. Lancio di palle di neve all'uscita dalle magistrali. Occhio offeso a una studentessa: indebolimento permanente. Non si vede più traccia della "sassata". C'era nella palla il sasso? Testimoni altri studenti che soccorsero la ragazza (ma anche essi tiravano). "Età di manifestazioni deviate." L'imputato in questura piangeva: Oddio, era tanto bella, l'ho rovinata. Detenuto, recidivo. Un pregiudicato. Furto con destrezza e flagranza. Vagabondaggio. Si sposta vendendo calzoni, zingaro o magliaro. All'ultimo furto aveva in tasca sessantamila lire. "Ci va forte il ragazzine." Colto mentre tenta le tasche posteriori d'un mercante alla fiera del bestiame. "Con le mani nel sacco." Nella tasca, si scherza. Altro scherzo: ditta io e me. Si ride, serio il ragazzo. Indaga con occhi mobilissimi, vividi, luminescenti. Zingareschi. È solo, non si ha notizia di parentela. "Da oggi in poi facci la croce." Si fa prontamente il segno della croce. Prontamente si riconsegna all'agente: sa di dover scontare anche i cinque anni della condizionale.

08 - LO JUP

Vietato ai minori