Se è vero, come dice Alessandro Dumas padre, che
gl’Inglesi non vivono che di roast-beef e
di budino; gli Olandesi di carne cotta in forno, di patate e di
formaggio; i Tedeschi di sauer-kraut e di
lardone affumicato; gli Spagnuoli di ceci, di cioccolata e di
lardone rancido; gl’Italiani di maccheroni, non ci sarà da fare le
maraviglie se io ritorno spesso e volentieri sopra di essi, anche
perchè mi sono sempre piaciuti, anzi poco mancò che per essi non mi
acquistassi il bel titolo di
Mangia
maccheroni
e vi dirò in che modo.
Mi trovavo nella trattoria dei Tre Re a Bologna, sarà la bellezza di quarantacinque
anni, in compagnia di diversi studenti e di Felice Orsini amico
d’uno di loro. Erano tempi nei quali in Romagna si discorreva sempre
di politica e di cospirazioni; e l’Orsini, che pareva proprio nato
per queste, ne parlava da entusiasta e con calore si affannava a
dimostrarci come fosse prossima una sommossa alla testa della quale,
egli e qualche altro capo che nominava, avrebbero corsa Bologna
armata mano. Io nel sentir trattare con sì poca prudenza e in luogo
pubblico di un argomento tanto compromettente e di un’impresa che mi
pareva da pazzi, rimasi freddo a’ suoi discorsi e tranquillamente
badavo a mangiare un piatto di maccheroni che avevo davanti. Questo
contegno fu una puntura all’amor proprio dell’Orsini il quale,
rimasto mortifi-
LA SCIENZA IN CUCINA E L’ARTE DI MANGIAR BENE