Considerazioni sul potere temporale dei papi
Autore: Sturzo, Luigi - Editore: Edizioni Cinque Lune - Anno: 1895 - Categoria: politica - discorsi
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Ma ancora: la città di Roma è la sede del Papato; però il governo ha per base la libertà del voto: oggi può essere che vi sia un Rudinì moderato, domani un Mancini o un Crispi violento. Le relazioni tra Papa e re non dipendono dalla volontà di ambidue, ma dalle passioni del parlamento e dalla politica del ministero. Bonghi parlò a favore delle guarentigie, ma Petroni all'81 volle che si abolissero le guarentigie. Mancini caldeggiò nel '77 e fece votare dal parlamento, respinta dal Senato, la legge contro i preti. Tutti ricordiamo le celebri circolari Nicotera al '76 per la proibizione delle processioni, giudicate dalla Cassazione di Torino illegali, le circolari del Prefetto di Roma contro i frati e le monache, la legge Mancini per l'abolizione dell'insegnamento religioso nelle scuole liceali, ginnasiali, tecniche e normali, la circolare Nicotera contro i pellegrinaggi per festeggiare
Mancini il 19 agosto '77 tenta di rendere popolare la elezione dei parroci, contro i canoni del Concilio Tridentino, e Crispi che porta a Bismarck il progetto di legge per aver l'approvazione se ne torna colle pive nel sacco. Non racconto con ordine perché scrivo come mi ricordo. Tutti sapete il governo Crispi, le leggi sulle opere pie, le decime parrocchiali, isoldati attorno il Vaticano, temendo la fuga del Papa, l'incameramento dei beni di propaganda, ed altro che ho già detto. Se ho esagerato lo vedrete leggendo non gli storici cattolici, come il Bonetti, il Balan, il Mamiani, il Margiotta, il Carletti, il Petroni, il Cantù e mille altri, ma gli atti ufficiali della Camera, il bollettino delle leggi, i giornali liberali; o quando andrete a Roma potrete per le vie della città santa, sede del Cattolicismo, accorgervi ch'è mutata in città laica ed empia.
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