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Considerazioni sul potere temporale dei papi

Autore: Sturzo, Luigi - Editore: Edizioni Cinque Lune - Anno: 1895 - Categoria: politica - discorsi

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III. Solo adunque considero il lato ecclesiastico. Perché adunque sono incompatibili in una città l'autorità suprema della Religione Cattolica e il Re d'uno stato civile? Bisogna premettere: 1° che gli stati moderni si basano sulla libertà dei culti, sulla libertà del voto, sulla libertà di stampa e di parola. 2° Che uno stato per quanto potente egli sia, può, per variar di fortuna, avere guerre e subire sconfitte. Ciò posto io prima parlo in astratto, poi in concreto.

α) il Pontefice d'una Religione Cattolica, cioè universale, deve avere relazione con tutti gli stati sia coi sudditi, sia coi sovrani. In ciò deve essere libero perché non sia ostacolato nel-esercizio del suo ministero. Supposto adunque che lo stato in cui, anche colla legge di guarentigia, stia un Papa, venga in guerra ed in inimicizia con una nazione straniera, non permetterebbe certo la corrispondenza del Papa né coi Vescovi, né coi sudditi, né coi sovrani, temendo inganni e tradimenti. Ed ecco una nazione allontanata dal Supremo Pastore infallibile, necessario per la cattolicità della Chiesa, per la regolarità della disciplina, per la elezione dei Vescovi, per definire le questioni, per pubblicarvi encicliche, lettere, decisioni di congregazioni e tutto ciò che spetta la legge divina ed ecclesiastica. Non solo, ma la nazione nemica a quella in cui il Papa ha sede, temerebbe che il Papa, dalle pressioni del governo, di cui si deve dir suddito, manderebbe in momenti supremi, a forza, decisioni e decreti che la potrebbero osteggiare. Anzi più: la guerra può a tale prodursi da venir assediata la stessa città capitale. Ed ecco interrotte le comunicazioni con tutta la cristianità, così il capo sarebbe diviso dalle membra e ne verrebbe per tutta la chiesa quanto si è detto di una sola nazione. Ed anche in via ordinaria, lasciando la supposizione d'una guerra sempre possibile, dovrebbe temere lettere mutilate, impedite per vendette pubbliche o private, comunicazioni interrotte, vigilanze e perquisizioni. Ciò non è mia fantasia, ma è confermato dal fatto: Pio IX dice ai Cardinali il 29 settembre '70: « Ciò viene confermato da un fatto, recentemente accaduto ai dì passati, quando cioè coloro che uscivano dalla soglia del nostro domicilio furono sottoposti a perquisizioni, spiando i soldati del nuovo governo se mai nascondessero alcuna cosa sotto le vesti ». Né credo Pio IX un menzognero, uno che esageri; del resto il fatto viene attestato da molti. Ma ciò anche avvenne in febbraio '78 dopo la morte di Pio IX; peggiore scandalo apparì quando la Riforma nel 1887 pubblicò una nota secreta ai Nunzi Pontificii non pubblicata dai tipi cattolici perché non consegnata; come mai l'ebbe la Riforma?Dai Nunzii no certo, né dalla Segreteria di Stato; dunque o dal Ministero dell'Interno di cui è organo officioso, o da privati ufficiali delle poste che la copiarono. Lo stesso anno giunse in Vaticano una lettera importantissima coi suggelli rotti, Crispi fece carpire un documento agli Archivi di Propaganda Fide e fece spiare la vita di un Cardinale: potrei citare molti fatti su ciò: ed anche che fossero esagerazioni dei cattolici, ciò è sempre possibile; dunque è un pericolo per la disciplina della Chiesa. Non parlo poi degli oltraggi fatti ai pellegrini forestieri in Roma; valgano per esempio il pellegrinaggio di Spagna il '93