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Considerazioni sul potere temporale dei papi

Autore: Sturzo, Luigi - Editore: Edizioni Cinque Lune - Anno: 1895 - Categoria: politica - discorsi

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I. sono entrato in mezzo alla questione agitata per tre sedute in questa Sezione intorno al Potere Temporale dei Papi non per definirla, ma per sottomettere alla vostra intelligenza alcune considerazioni; e per dare fine a tale questione, lasciando ciascuno libero sugli apprezzamenti storici e giuridici. Dico di dar fine, affinché primo con animo più pacato ciascuno studi da sé la questione; secondo perché non si divulghi presso il popolo una idea che corre, cioè che noi vi abbiam chiamato a queste riunioni per convincervi che il nostro re debba essere il Papa. L'azione dei cattolici invece si deve restringere ad ubbidire il Papa non solo come Maestro infallibile dei dommi e della morale, ma anche come supremo Gerarca. Di questo ne parlerò in fine: comincio ora ad esporre le mie brevi considerazioni, lasciandovi libertà a notare ciò che crederete poco esatto o esagerato.

II. a) Tralascio la questione sotto il lato storico, perché vi è molto da disputare, solo è d'uopo che conveniate meco: 1° che da Costantino, cioè da quando la religione di G[esù] C[risto] fu anche accettata dalle nazioni come religione civile, il Papa fu solo in Roma, con sovranità indipendente e assoluta nelle cose spirituali e nelle attribuzioni temporali, tranne quella del fisco, rappresentato dal duca greco in Roma o dall'esarca di Ravenna. E quando i Greci o gli Eruli o i Goti o i Longobardi vollero dettar leggi in Roma, il Papa fu ostacolato nel suo ministero spirituale, incarcerato, ucciso; valga a conferma di quanto dico l'esempio di Giovanni I, e gli aiuti domandati ai Franchi da Gregorio e da Zaccaria; se non avevano autorità temporale, non erano in diritto di domandare aiuto ai re cattolici, contro gli invasori.