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«Gazzetta Piemontese» 198 (20/07/1877)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A - Anno: 1877 - Categoria: giornali

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D'altra banda i Turchi stessi, nonostante la tenacità di cui hanno dato prova sinora e l'animosità con cui hanno affrontato la lotta, è verosimile che siano volonterosi di porre fine ad una guerra, che può addurre la loro rovina. Tutte le notizie che ci pervengono da quella contrada ci espongono la sua miseria, le popolazioni ridotte alle mendicità per le enormi requisizioni che si fanno non pur nelle province, teatro della guerra e nelle vicine, ma in tutto l'Impero. La desolazione è specialmente nelle popolazioni maomettane, le quali hanno perduto casa e terra, e sono sbigottite dalla prospettiva della continuazione della guerra. Erano già ridotte alla miseria dalle precedenti levate e nuove se ne stanno ora facendo in tutte le parti dell'Asia, onde pare tornato il tempo in cui intere nazioni emigravano dal Levante. Intanto i campi rimangono abbandonati, non si coltivano più, sicchè è imminente la fame con tutti i malanni che l'accompagnano. Ma peggio che questo, nonostante gli sforzi fatti dalle autorità, è impossibile il prevenire i misfatti, si allentano tutti i vincoli che tengono unite le società civili, mentre, nei distretti ove si guerreggia, la lotta prende sempre più il carattere da ambe le parti di una guerra di vero sterminio.

I Turchi da una banda e i Russi dall'altra pubblicano sempre relazioni di atrocità commesse nell'Asia , nella Dobrucja, nella Bulgaria, e vi è sventuratamente motivo di credere che non siavi esagerazione nella narrazione delle crudeltà che commettono gli uni e gli altri. La guerra ha aperto ampia carriera alle più selvagge passioni che covavano da un pezzo , e le popolazioni medesime cominciano ad incrudelire non meno che le truppe. Ciò potevasi prevedere , specialmente nella Bulgaria , ove quasi si pareggiano in numero i Maomettani e i Cristiani, ed ove pertanto deve essere più feroce la gara per ottenere il predominio. Quale che sia la parte che finirà per avere il sopravvento, le ricche e prospere città della Bulgaria saranno disertate e gli eccessi dei due avversarii infliggeranno alle popolazioni dieci volte più di miserie che non quelle che si ebbero l'anno scorso a lamentare in Europa e furono causa della guerra presente di liberazione. Così la cura tornerà assai peggiore del male.

RUMORE DI PACE.