«Gazzetta Piemontese» 198 (20/07/1877)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A - Anno: 1877 - Categoria: giornali
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Tuttavia per quanto concerne la conclusione della pace, tostochè si presenti una favorevole occasione, entrambe parti pare che vi siano assai inclinate. Per quanto i Russi abbiano fiducia nel successo dell'opera che hanno intrapresa la graduale mobilizzazione di quasi tutto il loro esercito, e i poderosi rinforzi che si mandano sulla sede della guerra, si in Europa o si in Asia, indicano chiaramente che hanno valutate giustamente tutte le difficoltà, sanno perfettamente quanto dura sarà la lotta e che per essa è in giuoco tutta la riputazione politica e militare del l'Impero. Per mantenere questa vuolsi assolutamente prostrare la Turchia e il potere di resistenza dimostrato sinora da questa dimostra che non è impresa da pigliare a gabbo. Perché è naturale che esista la disposizione di cogliere la buona occasione che si presenti per terminare onorevolmente una contesa, le cui ulteriori complicazioni nessuno può prevedere, come neppure le conseguente che si produrrebbero nella Russia medesima.
D'altra banda i Turchi stessi, nonostante la tenacità di cui hanno dato prova sinora e l'animosità con cui hanno affrontato la lotta, è verosimile che siano volonterosi di porre fine ad una guerra, che può addurre la loro rovina. Tutte le notizie che ci pervengono da quella contrada ci espongono la sua miseria, le popolazioni ridotte alle mendicità per le enormi requisizioni che si fanno non pur nelle province, teatro della guerra e nelle vicine, ma in tutto l'Impero. La desolazione è specialmente nelle popolazioni maomettane, le quali hanno perduto casa e terra, e sono sbigottite dalla prospettiva della continuazione della guerra. Erano già ridotte alla miseria dalle precedenti levate e nuove se ne stanno ora facendo in tutte le parti dell'Asia, onde pare tornato il tempo in cui intere nazioni emigravano dal Levante. Intanto i campi rimangono abbandonati, non si coltivano più, sicchè è imminente la fame con tutti i malanni che l'accompagnano. Ma peggio che questo, nonostante gli sforzi fatti dalle autorità, è impossibile il prevenire i misfatti, si allentano tutti i vincoli che tengono unite le società civili, mentre, nei distretti ove si guerreggia, la lotta prende sempre più il carattere da ambe le parti di una guerra di vero sterminio.
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