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«Gazzetta Piemontese» 198 (20/07/1877)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A - Anno: 1877 - Categoria: giornali

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Da una lettera inviata al Times da Vienna apprendiamo essere generale la voce che la Russia e la Turchia siano ora inclinate alla pace e che ufficiosi a mici si adoperino per valersi di tale disposizione degli animi. Per ciò che riguarda gli sforzi di questi, il merito se ne volle attribuire al principe Bismarck, ma pel momento non è il caso di occuparcene, poiché, secondochè afferma l'Agenzia russa, il cancelliere della Germania ha dichiarato impossibile ora ogni mediazione. Una lettera di Bucarest, diretta alla Corrispondenza politica, dice che la comunicazione fatta all'Agenzia russa ebbe la seguente origine: Parecchi giorni sono un foglio di Vienna conteneva una lettera di Londra, in cui affermavasi che il Bismarck desiderava fare pratiche tra' belligeranti e fa mandata a Bucarest. Dopo inchiesta sulla verità di tal affermazione, il sig. Poggenpehl, direttore dell' Agenzia russa, fu autorizzato a smentire la mentovata comunicazione sulla mediazione vagheggiata dal Bismarck. Non era del resto mestieri di ciò per convincere ognuno che un politico si eminente e conoscitore più che verun altro delle cose russe come lui, sarebbe l'ultimo personaggio che impiegherebbe l'opera sua a questi momenti, mentre a tempo più opportuno potrà essere decisiva. Pare quindi che la comunicazione sia stata immaginata per tranquillare il pubblico russo, il quale da queste voci di pace potrebbe arguire che il suo Governo sia disanimato nella lotta e inclinato a por fine alla guerra primachè i disastri delle armi russe in Asia siano largamente compensati da splendide vittorie in Europa.

Tuttavia per quanto concerne la conclusione della pace, tostochè si presenti una favorevole occasione, entrambe parti pare che vi siano assai inclinate. Per quanto i Russi abbiano fiducia nel successo dell'opera che hanno intrapresa la graduale mobilizzazione di quasi tutto il loro esercito, e i poderosi rinforzi che si mandano sulla sede della guerra, si in Europa o si in Asia, indicano chiaramente che hanno valutate giustamente tutte le difficoltà, sanno perfettamente quanto dura sarà la lotta e che per essa è in giuoco tutta la riputazione politica e militare del l'Impero. Per mantenere questa vuolsi assolutamente prostrare la Turchia e il potere di resistenza dimostrato sinora da questa dimostra che non è impresa da pigliare a gabbo. Perché è naturale che esista la disposizione di cogliere la buona occasione che si presenti per terminare onorevolmente una contesa, le cui ulteriori complicazioni nessuno può prevedere, come neppure le conseguente che si produrrebbero nella Russia medesima.

RUMORE DI PACE.